Un importante appuntamento della settimana dell’accoglienza che ha per tema “Solitudini, costruire legami e fare comunità”, e che affronta il tema delle demenze senili e quindi della “solitudine” che spesso accompagna i parenti dei malati di Alzheimer, è lo spettacolo di e con Gianna Coletti “Mamma a carico: mia figlia ha novant’anni”, tratto dal libro già presentato a Predazzo lo scorso settembre all’interno dell’Aperitivo con l’autore e a Canazei, all’interno del progetto “Attivamente” promosso dalle Comunità di valle e da numerose associazioni tra cui “Rencureme”.Lo spettacolo racconta in maniera leggera, ironica ma anche profondamente realistica, la realtà di una malattia, l’Alzheimer, in cui la solitudine assume la forma di un’assenza o incertezza di riferimenti circa la propria e l’altrui identità.

Teatro De Gli Incamminati con Spericolata Quinta
presenta

MAMMA A CARICO Mia figlia ha novantanni

di e con Gianna Coletti
drammaturgia Gianna Coletti e Gabriele Scotti – regia Gabriele Scotti
con estratti del film Tra cinque minuti in scena
regia Laura Chiossone, produzione Rossofilm e MareMosso

Organizzazione generale Stefania Cito
scenografia e costumi ERIKA CARRETTA
luci e allestimento SALVO MANGARNARO
fotografia e grafica SERGIO BERTANI

 

MAMMA A CARICO – Mia figlia ha novant’anni è un monologo ironico e struggente sul rapporto tra una donna di cinquant’anni, Gianna, e una vecchia ribelle di novanta, cieca, che porta occhiali 3D perché da sempre è abituata ad avere qualcosa sul naso; non cammina più e la testa ogni tanto va per conto suo. Quella vecchia è Anna, la madre di Gianna.
Attraverso una storia vera e personalissima lo spettacolo parla di tematiche universali come il prendersi cura di chi ci ha generato, il conflitto genitori e figli a tutte le età, la lotta per accettare ciò che la vita ci dà e ci toglie. Lo fa con grazia, umorismo, musica. Il testo teatrale è tratto dal libro MAMMA A CARICO – Mia figlia ha novant’anni, scritto dalla stessa Gianna Coletti (edito da Einaudi nel 2015), che ha venduto migliaia di copie.
Lo spettacolo, unico nel suo genere, avrà una voce in più, quella di Anna, che rivive sul palco attraverso preziosi documenti video estrapolati dal film Tra cinque minuti in scena di Laura Chiossone. Questi estratti, che immortalano sequenze di vita reale tra le due donne, completano la messa in scena e interagiscono con il racconto di Gianna.
Il film, uscito nelle sale nel 2013, è stato molto apprezzato da critica e pubblico. Vincitore del premio Cicae Art Cinema ad Annecy nel 2012, Premio Fice miglior Film Indipendente nel 2013, Premio del pubblico Asti Film Festival 2013, miglior film al Miff di Mosca nel 2015.

Dopo il film e il libro, il testo teatrale conclude la trilogia del rapporto madre–figlia nella fase più delicata dell’esistenza.

Ha vinto l’Earthink Festival 2017 ed è stato ospitato all’Alzheimer Fest 2018 e 2019

“Una storia vera, travolgente, rivissuta con una leggerezza che emoziona e diverte anche gli spettatori…. Quella madre fragile e vitale si riflette nella figlia, bravissima a camminare in bilico sul filo dell’ironia, sulle corde della sua chitarra. E i ruoli in fondo tornano a mischiarsi. Anna e Giannina: chi ha fatto vivere chi?” (Corriere della Sera)